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Selvazzano e la curva Boston. Cosa si nasconde dietroLa bretella e la curva Boston dovevano dare una risposta alla viabilità locale, intercomunale oltre a mettere in sicurezza un punto critico dell’attuale circonvallazione. Autore: Moreno - Paolo MA GUARDA UN PO'!
L’inserimento della bretella e curva Boston nel progetto GRA svela ancor più, sia le vere ragioni di quanti sostengono la necessità dell’orbitale, sie le ipocrisie di certe forze politiche su questo punto.
La bretella e la curva Boston dovevano dare una risposta alla viabilità locale, intercomunale oltre a mettere in sicurezza un punto critico dell’attuale circonvallazione. Le dichiarazioni delle settimane scorse del Sindaco di Selvazzano erano chiare in tal senso: l’investimento era rivolto a questo e non a inserire queste opere in un progetto completamente diverso che le rende parte di una viabilità di transito verso il nuovo casello di Ronchi. La Gra risponde ad esigenza e interessi legati alla viabilità autostradale, nella logica di incremento del traffico come motore economico dell’incremento dei bilanci delle società concessionarie.
QUALI LE CONSEGUENZE ?
Il traffico autostradale in Italia in 10 anni è aumentato del 40% in un paese in cui la popolazione invecchia e non aumenta, e vengono percorsi 73 miliardi di Km ogni anno con fatturati che vi lasciamo immaginare. E’ evidente che, di fronte a questi numeri, il problema della viabilità locale passa in secondo piano, subordinato all’urgenza di fornire la migliore collegabilità e fluidità al sistema autostradale.
In questo si svela l’ipocrisia di quanti sostengono la positività dell’orbitale, dal sindaco di Padova sino agli amministratori di Selvazzano che appoggiano tale progetto. E dichiarare poi che essendo la GRA opera rientrante nella legge obiettivo non si può più fare nulla, risulta anche una presa in giro, visto che fra gli artefici di questo scippo alla possibilità di decidere sul proprio territorio dei sindaci, ci sono sia esponenti di centro destra, sia esponenti di centro sinistra. Per la zona di Abano Terme, Selvazzano e quindi per quel particolare territorio che sconfina verso l’area termale e i colli Euganei, il progetto GRA sarà un vero flagello ambientale.
Guardate che numeri!
Dalla sintesi di progetto del GRA sul tratto U che collega la curva Boston al nuovo casello di Ronchi, vengono stimati 29.000 veicoli medi giornalieri, il che significa che nelle ore di punta si può arrivare a 4000 veicoli l’ora per ogni direzione. Logicamente, con una tale mole di traffico, la viabilità locale ne subirà le conseguenze perché le vie dentro al raccordo diventeranno facili e appetibili accessi a Padova per tutti quelli che percorreranno l’orbitale, mentre le strade esterne al raccordo dovranno sopportare tutto il traffico leggero e pesante diretto nelle autostrade. Hanno ben ragione i cittadini di S. Domenico a preoccuparsi, è proprio così indispensabile questa tangenziale? E’ evidente che con questo tipo di politica c’è la volontà che i mezzi di trasporto pubblico di merci e persone non diventino mai efficienti e competitivi, ma c’è tutto l’interesse che sia favorito ed incentivato il trasporto su gomma.
Dove andremo a finire di questo passo? Probabilmente al collasso di traffico e inquinamento.
La recente decisione della giunta di Padova di approvare all’unanimità la GRA fa un altro passo avanti in questa prospettiva. |
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